Variazioni volumetriche e morfologiche associate all’evoluzione del Cratere di sudest dal 1971 al 2005 (2013 in fase di lavorazione)

Il Cratere di sudest nasce come pit crater il 18 Maggio del 1971. Esso è localizzato all’intersezione dei due rift principali esistenti sul Monte Etna, quellodi  ENE e SSE (analogia con i vulcani hawaiani). L’attività iniziale di questa nuova bocca consisteva solo nell’emissione di gas che persisteva per sette anni, prima di raggiungere un'attività eruttiva più consistente, la quale ebbe inizio a più riprese dal 29 Aprile 1978 al 25 Novembre 1979.
In termini di crescita volumetrica, per il periodo compreso tra il 1971 al 1978, si può considerare un tasso di crescita pari a zero quando la nuova bocca apertasi a Sud-Est del pit-crater  iniziava ad accumulare  materiale piroclastico grazie all’attività di tipo stromboliana. Questa riprendeva il 3 Agosto con una spettacolare fontana di lava di 500 metri dalla bocca centrale del Cratere di sudest. Questa attività eruttiva avvenuta a più intervalli sino all’Agosto del 1980, in termini volumetrici  vide  una decrescita.
Un altro pit-crater si formava nel Gennaio del 1985 sempre a Sud-Ovest (50 metri circa) rispetto al cono di scorie che si era formato nel 1984. L’attività eruttiva si spostava su questo nuovo pit-crater ove,  nel periodo tra Marzo e Settembre, sul fondo si apriva una fessura ed iniziavano ad accumularsi scorie dovute all’attività stromboliana. Contemporaneamente un' altra bocca (bocca soffiante) ad Ovest di questo era caratterizzata da emissione di cenere juvenile e gas. Quest’attività stromboliana, il 31 Ottobre del 1986, si evolveva in fontana di lava coinvolgendo sia il pit-crater che la bocca soffiante. Quest'ultima attività aveva dato un enorme contributo alla variazione morfologica dell’area del Cratere di sudest. Per tutto il 1987 e 1988 vi era solo degassazione da queste bocche.
Il Cratere di sudest nasce sul fianco orientale del Cratere Centrale e la sua morfologia attuale e futura dipenderà dall’attività che lo caratterizza e dalla complicata situazione strutturale in cui si trova.
Di seguito, si analizzano le variazioni morfologiche attraverso i modelli digitali del terreno.
Il poligono, formato dall’unione dei sette punti in figura 30, è l’area presa in considerazione e questa sarà riproiettata in ogni modello digitale del terreno. In ogni modello sono stati anche realizzati due profili: P01-P02 e P03-P04 (rispettivamente con direzione circa, NNE-SSO e NNO-SSE) al fine di evidenziare le variazioni dei profili del Cratere di sudest avvenuta negli anni.

 

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Figura 30 - DEM realizzato su base IGM dell’anno 1969 riferita al rilievo 1967

La figura 30 mostra la situazione morfologica antecedente l’eruzione del 1971. L’area che sarà occupata dal Cratere di sudest segue semplicemente l’andamento del versante, anche se dei crolli si possono osservare sul fianco sud-orientale del Cratere Centrale. Come si vede negli altri modelli, questi crolli aumenteranno sempre di più dopo il 1971 e a questi seguirà la formazione del Cratere di sudest.
I fenomeni di erosione ed arretramento del versante sud-orientale del Cratere Centrale aumentano dopo la nascita del Cratere di sudest, poiché l’apertura di nuove bocche alla base dello stesso provoca l’instabilità del fianco che si traduce in fenomeni di scivolamento e crolli. Il materiale emesso dalle bocche, soprattutto bombe, lapilli e scorie, non si andrà a disporre in maniera uguale su tutti i lati ma si andrà ad accumulare sulla parte orientale. Il materiale che di fatti arriva sulla parte opposta scivola all’interno delle bocche situate nell’area del Cratere di sudest. La crescita negativa dell’area segnata dal poligono, probabilmente dovuta ai fenomeni di crollo e di scivolamento che avvenivano continuamente, in termini volumetrici viene considerata dal 1978 al 1981, poiché nonostante le prime attività di questo cratere il volume medio è di -1.445.329 m3.
 

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Fig.31 - DEM realizzato su base cartoNgrafica di J.B.Murray riferita al Settembre 1981

Il 25 Novembre del 1988 si apre una nuova bocca alla base Sud del cono che si era formato nel 1984. Questa iniziava la sua attività con emissione di vapore e di cenere bruna, dovuta probabilmente a fenomeni di crollo. L’ attività cresce evolvendosi in attività stromboliana e costruendo un unico cono di scorie saldate con due bocche.  Il cono del 1984 iniziava a scivolare dentro il nuovo cono. Il cono a due bocche continuava ad accrescersi grazie all’attività stromboliana ed inglobava anche il cono del 1984.

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Fig.32 - DEM su base CTR 1988 relativo al rilievo 1985

L’attività eruttiva quasi permanente dal 1981 al 1985 localizzata nell’area del Cratere di sudest ha accresciuto l’area per un volume pari 2.443.900 m3.
Tutto il materiale eruttato continuava a distribuirsi sempre sulla parte orientale fino a quando si ebbe la formazione di un piano quasi orizzontale: si arresta così l’arretramento del versante sud orientale del Cratere Centrale. Durante la formazione di questo piano orizzontale, il materiale che ricadeva sulla parte ad Ovest non scivolava all’interno della bocca stessa, ma tendeva ad accumularsi, andando a costituire quella che è la base del crescente cono del Cratere di sudest. Nella sequenza di profili in figura 36 si illustra una successione dei profili P03-P04 eseguiti sui DEM in modo da evidenziare meglio quanto appena descritto.
Notevole importanza ebbe l’evento del Settembre 1989, quando dal Cratere di sudest s’innalzarono fontane di lava e trabocchi lavici dall’orlo craterico a varie riprese sino ad Ottobre 1989. In seguito a ciò si stabilizzava un’attività stromboliana che cresceva d’intensità sino all’evento parossistico del 5 Gennaio 1990, il quale produceva un volume di piroclastiti pari a 15 x 106m3. Dopo questo evento la cima del Cratere di sudest era ricoperta da lapilli e scorie saldate. Questi forti eventi parossistici si ripetevano sino a Febbraio del 1990 ed i materiali prodotti hanno ricoperto completamente il cono del 1984. Il Cratere di sudest aveva raggiunto una quota di 3.150 m.s.l.m. con un diametro dell’orlo craterico di 150 metri . Dopo questi forti eventi, riprendeva l’atttività stromboliana che col tempo si esauriva lasciando posto solamente alle emissioni gassose che cacaratterizzano il resto del 1990.
La crescita volumetrica dal 1985 al 1990 è di 5.350.100 m3.
Nel Gennaio del 1991 si formava un cono intracraterico che raggiungeva l’altezza di 5 metri ma che fu ricoperto a fine attività, nello stesso mese, dai frammenti delle pareti. 
L’attività al Cratere di sudest riprendeva, dopo circa 5 anni, nel Novembre 1996, con attività di tipo stromboliano e trabocchi lavici che si prolungarono sino all’estate del 1998Quest’ultima attività permetteva una lenta crescita del Cratere di sudest con la formazione di un cono intracraterico che superava l’orlo craterico. L’altezza raggiunta del Cratere di sudest nell’estate 1998 è di 3.220 m.s.l.m.(B.Behncke, M.Neri, 2006). 
La crescità in termini di volume dal 1990 al 1997 è di 2.434.391 m3 e il maggior contributo è dato dall’attività del 1989, 1990  e dall’attività stromboliana, che avveniva a varie riprese, nel 1996-1997.

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Fig.34 - DEM realizzato su base CTR 2001 basato su rilievi eseguiti nell’anno 1997

Dalla figura 32 si comincia a delimitare la sella tra il Cratere Centrale ed il Cratere di sudest, poichè il materiale eruttato dalle varie attività esplosive si accumulava anche sul versante Ovest dello stesso. La crescita volumetrica media attribuita all’attività stromboliana nel periodo compreso tra 1997 e Settembre 1998 è di 1.346.932 m3. Dal 15 Settembre 1998 iniziarono una serie di episodi di forte attività esplosiva al Cratere di sudest che si conclusero il 4 Febbraio 1999 con l’apertura di una fessura lungo il fianco Sud-Est del cono da dove s’innalzavano fontane di lava e una nube densa di cenere che sfiorava i 9 km di altezza; da questa fessura fuoriusciva anche un flusso lavico diretto in Valle del Bove. Un’altra fessura si apriva il 4 Settembre 1999 sul versante Sud-Est del cono.
 

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Fig.35 - DEM realizzato su base topografica della carta della Provincia Regionale di Catania realizzata con rilievi del Settembre 1998

crescita volumetrica SEC

L’apertura di fratture alla base del cono, rendeva instabile il cono stesso, causando ripetuti fenomeni di crollo. Durante il parossismo del 4 Febbraio 1999 crollò l’orlo meridionale del cono del Cratere di sudest.
In tabella 4 sono elencati i tassi di crescita medi relativi all’incremento volumetrico dell’area racchiusa dal poligono.
Dal confronto delle figure 34 e 35 si possono notare le piccole variazioni che sono avvenute nell’area del Cratere di sudest e che sostanzialmente sono dovute alla crescita del cono intracraterico. ( vedere figura 38)
Dalla sequenza dei profili P03-P04 è possibile vedere come si è modificato il versante su cui si è impostato ed evoluto il Cratere di sudest fino al 1998.

Fig.36 - Differenza dei profili P03-P04 del 1998 - 1981 che mette in evidenza la crescita in altezza del Cratere di su

Se il versante non fosse stato acclive,è molto probabile che il Cratere di sudest si sarebbe accresciuto con l’accumulo proggressivo del materiale piroclastico emesso durante i periodi di attività, ed avrebbe avuto una forma più regolare, conica e simmetrica. Invece esso nasce sull’intersezione dei due rift principali dell’Etna, ed è caratterizzato da un attività eruttiva a periodi violenti con fontane di lava e periodi di modesta attività stromboliana. La crescita del Cratere di sudest è notevole poichè notevole è stata e sarà come si vedrà in seguito la sua attività e la sua evoluzione.
Nella figura 36 si evidenzia la differenza tra i profili del 1998 e del 1981. Di seguito è stata elaborata una sequenza di profili che tagliano l’area occupata dal Cratere di sudest in direzione NNE e NNO.
Ritornando all’attività eruttiva che ha caratterizzato il Cratere di sudest modificandone la morfologia, l’eruzione 1999 con un' effusione dalla fessura Est-Ovest alla base orientale dello stesso cono del Cratere di sudest, si esaurì progressivamente sino alla fine dell’eruzione il 14 Novembre 1999.

 

 

profilo topografico P01-P02
Profilo topografico P01-P02
Profilo topografico P03-P04
Profilo topografico P03-P04

Di particolare interesse è stata l’attività eruttiva avvenuta nell’anno 2000, essa è stata caratterizzata da 66 eventi di fontanemento, che si manifestarono dal 26 Gennaio ad Agosto 2000. In questo periodo si forma un cono alla base meridionale del Cratere di sudest il quale viene identificato con il nome di sudestino e che si trova sul prolungamento della frattura che divide in due il Cratere di sudest. L’attività di fontanamento caratteristica di questo periodo del Cratere di sudest, si realizzava come abbiamo già visto in 3 fasi. Il volume delle piroclastiti prodotti da questa attività è notevole e molte di queste si depositavano nell’area occupata dal
Cratere di sudest.
Con questa attività si è avuta una notevole crescita del cono del Cratere di sudest. La parte superiore era caratterizzata da scorie e materiale saldato per cui non molto stabile; il versante Ovest era formato da materiale più grossolano ed era più acclive rispetto al versante orientale costituito alla base da blocchi .

Cratere di sudest, evidenziate le fratture sul versante alto dello stesso 21/10/2004
Fig. 39 - Cratere di sudest, evidenziate le fratture sul versante alto dello stesso 21/10/2004

Il volume totale stimato per l’attività compresa tra Gennaio e Agosto 2000 è di 47 x 106 m3 (B.Behncke e M.Neri: 2006).
L’attività riprendeva per un breve periodo di tempo a Novembre 2000 con un'emissione di lava dalla fessura a Nord-Est del Cratere di sudest. Poi nuovamente riprese dal 20 Gennaio sino alla fine di Aprile, mentre l’attività stromboliana alla sommità del cratere rimprendeva le prime settimane di Maggio con effusioni dalla fessura di Nord-Est e si esauriva il 9 Maggio con un medio evento. Finita del tutto l’attività effusiva iniziavano una serie di eventi di fontanamento ed effusioni laviche dalla fessura di Nord-Est.
Gli ultimi due enventi che chiudono la serie coincidono con l’inizio dello sciame sismico che annuncia l’eruzione 2001 il 13 Luglio e l’altro con l’inizio dell’eruzione giorno 17 Luglio 2001.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagini da satellite IKONOS del 16/10/2000 del Cratere di sudest, ove si evidenziano le due fratture a nord e a sud. la bocca sul fondo del cratere abbastanzqa piccola se confrontata al diametro dell’orlo craterico, sulla parte alta del versente orientale dello stesso si evidenzia un inizio di sprofondamento.
Fig.40 - Immagini da satellite IKONOS del 16/10/2000 del Cratere di sudest, ove si evidenziano le due fratture a nord e a sud. la bocca sul fondo del cratere abbastanza piccola se confrontata al diametro dell’orlo craterico, sulla parte alta del versente orientale dello stesso si evidenzia un inizio di sprofondamento.
Immagine da satellite Quickbird in orbita dal 2001, la ripresa è del 29 Ottobre 2002 durante l’attività eruttiva, e come si può vedere il Cratere di sudest non coinvolto in questa eruzione. Sono state evidenziate le frattura meridionale e settentrionale ed una possibile zona di debolezza nella parte alta del versante orientale già evidenziata nell’immagine del 2000 del satellite IKONOS
Fig.41 - Immagine da satellite Quickbird in orbita dal 2001, la ripresa è del 29 Ottobre 2002 durante l’attività eruttiva, e come si può vedere il Cratere di sudest non coinvolto in questa eruzione.
Sono state evidenziate le frattura meridionale e settentrionale ed una possibile zona di debolezza nella parte alta del versante orientale già evidenziata nell’immagine del 2000 del satellite IKONOS.

Durante tutto il periodo eruttivo il Cratere di sudest manifestava solo debole emissione di cenere. Le modifiche morfologiche dovute a questo periodo eruttivo consistono nella formazione di un cono identificato con il nome di “Levantino” situato sulla fessura Nord-Est del Cratere di sudest, e un hornito, localizzato poco prima del sudestino (versante meridionale del Cratere di sudest) e posto più a est dello stesso.
Dopo il 2001 il Cratere di sudest non manifestava più nessuna attività eruttiva se non una leggera attività fumarolica localizzata sull’orlo craterico e interessanti fenomeni di crollo che sono avvenuti quasi in concomitanza con l’episodio eruttivo del 2004 - 2005.
Durante il periodo di attività eruttiva iniziata nel Settembre 2004 al Cratere di sudest si manifestavano emissioni di cenere a partire da Ottobre 2004 dovute essenzialmente a fenomeni di crollo di materiale vecchio, e un’ alta presenza di fumarole soprattutto sulla parte alta del versante orientale del cratere che indicano una zona altamente fratturata e quindi debole (vedi figura 39).
Per tutto il 2005 l’attività del Cratere di sudest è stata caratterizzata dalla presenza di fumarole sull’orlo craterico e fenomeni di crollo che si verificavano sia all’interno del cratere sia nella depressione sul fianco orientale aumentandone via via le dimensioni, tanto da raggiungere 190 m di lunghezza dell’asse maggiore, allungato in direzione più o meno Nord-Sud, e 136 m di lunghezza dell’asse minore allungato in direzione più o meno Est-Ovest (misure effettuate su immagine satellitare digitalglobe del 27/05/06). All’interno della depressione erano situate delle fumarole sempre più intense.
 



Fig.42 - Cronologia fotografica dell’area del Cratere di sudest, a: Dicembre1997; b: Febbraio 1998; c: Aprile 1998.



Fig.43 - d: Maggio 1998; e: Ottobre 2000; f: Ottobre2001.
dem
Fig. 45 - Sovrapposizione dei DEM in legenda è indicato l’anno del rilievo, in primo piano l’area del
Cratere di sudest