Descrizione della situazione eruttiva antecedente al 1971

L’eruzione del 1964, come tutte l’eruzioni di notevole importanza che avvengono in area sommitale o sui fianchi di un edificio vulcanico, causò un notevole cambiamento morfologico del Cratere centrale (Sturiale, 1986b).

schema 1968
Figura 10 - Schema dell’attività eruttiva Gennaio 1968 ( Sturiale,1971)

A partire dal 1956 all’interno del Cratere centrale si era formato un “cinder-cone”, questo aveva raggiunto la quota di 3.340 m.s.l.m.superando l’orlo dello stesso.(Cucuzza Silvestri, 1956)
A questa eruzione seguiva un periodo di circa un anno e mezzo di quiete eruttiva, durante il quale la bocca eruttiva centrale era occupata da lava consolidata e scorie saldate; una ripresa dell’attività del Cratere subterminale di nordest, con prevalente attività eruttiva, si è avuta nei primi mesi del 1968 e poi nel 1970 con la formazione di una bocca effimera a Nord dello stesso.
Agli inizi del 1968 si era avuta una diminuzione dell'attività effusiva alla base del cono subterminale di nordest, seguita da un aumento dell’attività esplosiva con lancio di lapilli. Contemporaneamente veniva alimentato un flusso lavico fortemente degassato dallla parete occidentale della Valle del Bove, situato in prossimità di Serra Giannicola Piccola che raggiunse in poco tempo, facilitata dal pendio acclive, la base dei Monti Centenari (eruzione del 1852).
Lo sviluppo di questa attività eruttiva faceva avanzare l’ipotesi che a quota 3.000 m.s.l.m. ci fosse un dicco mantellico il quale si intrudeva negli strati sino a raggiungere la superficie della Valle del Bove, come mostrato nella figura 10.
Nel 1970 si formava una bocca prevalentemente effusiva poco a Nord del Cratere subterminale di nordest. Essa rimase attiva per parecchi mesi, dando origine a modesti flussi lavici che si andavano sovrapponendo nel tempo. L’evoluzione dell’attività del Cratere Centrale dimostrava una indipendenza dal Cratere di nordest, i condotti delle due bocche sono connessi ad una profondità kilometrica.(A.Rittmann, R.Romano e C.Sturiale, 1971).
Nel Marzo del 1968 sulla parte ovest del Cratere Centrale si apriva accompagnata da ssordanti boati una piccola voragine profonda e larga una decina di metri, che emetteva a piccoli intervalli getti di gas ad alta temperatura (1040° C; Tazieff, 1971).
La piccola Voragine o “bocca soffiante”, che rappresentava una valvola di sfogo dei gas, sprofondava nel Gennaio del 1970 cessando la sua attività, e causando così un nuovo incremento della tensione dei gas magmatici. Infine nel Febbraio del 1971, prima dell’inizio dell’eruzione, l’attività effusiva si spostava nella sella posta tra il Cratere Centrale e il Cratere di nordest, generando flussi lavici che si dirigevano sia sul versante occidentale che su quello orientale.